Testimonial

I Testimonial ARMO1191: una questione ULTRA
Lisa Borzani e Simone Wegher, atleti ultra-trailers

Il 2016 è stato per noi un anno – il nostro primo anno – di sperimentazione, conoscenza, esperienze entusiasmanti, incontri inaspettati. Come con Lisa e Simone, due atleti impegnati nelle gare di corsa in montagna, a volte estreme, che hanno deciso di utilizzare i nostri prodotti ultra-concentrati a base di arnica montana coltivata a Piancavallo, sulle Prealpi Friulane.

Anche per loro il 2016 è stato un anno di competizioni e vittorie entusiasmanti, oltre che di esperienze e sperimentazioni continue cercando di superare ogni volta i propri limiti, fisici e mentali. Vogliamo finalmente presentarveli e conoscerli meglio da vicino, in attesa di incontrarli di persona giovedì 19 gennaio a Padova presso La Bottega Sfusa di Laura Failla (www.mangiacomecorri.com ).

LISA BORZANI (classe 1979) vive a Villa di Teolo (Pd) ai piedi dei Colli Euganei, dove si è trasferita da qualche anno per seguire al meglio la sua passione per il Trail. Attualmente corre con la Tecnica China Team. Il suo sogno nel cassetto è trasferirsi in Valle d’Aosta, dove trascorre quasi tutte le ferie che ha a disposizione durante l’estate – e interi weekend durante l’anno – e dove va a correre le gare che ama di più, tra cui il Tor Des Géants, l’endurance trail più duro al mondo, di quasi 340 km e oltre 30.000 metri di dislivello, che l’ha vista trionfare quest’anno con un meritatissimo primo posto.

“Corre fin da quando era bambina ma la passione per la montagna e il trail gliel’ha attaccata il suo compagno Paolo, inseparabile, che come lei ha fatto del trail uno stile di vita. La loro vita è immersa nello sport, in questo sport, la loro casa è come un grande spogliatoio, la cucina è come una base vita. Il loro guardaroba vede all’interno ben pochi abiti “civili” in mezzo a una miriade di capi tecnici di ogni sorta e colore. Per loro non c’è l’ora di allenamento quotidiano, perché è tutto un continuo allenamento, a parte le 8 ore di lavoro, il resto è tutto dedicato allo sport” – così la descrive simpaticamente il comune amico Matteo Grassi, poliedrico (architetto, illustratore, ultra-trailers, ecc.) caporedattore di Spirito Trail – Run Different , anch’egli da diversi anni dedito a questo sport proprio sotto la guida di “Maestra Lisa”.

Attenta allo stile di vita naturale, all’alimentazione sana, biologica, vegetariana, ai rimedi naturali, fitoterapici, dall’equiseto alla salvia… all’arnica!

Ricordiamo solo alcuni tra i suoi migliori risultati internazionali:

  • Maxi Race Annency: 3a nel 2016 e 11a nel 2015 (Mondiale IAU) bronzo a squadre Italia
  • Tor des Géants, Valle d’Aosta: 1a nel 2016, 2a nel 2015 e nel 2014
  • TDS-UTMB Mont Blanc : 2a nel 2014, 3a nel 2013
  • Hong Kong 100 Ultra Trail Race: 2a nel 2016, 3a nel 2015
  • Mondiale IAU a Llanrwst/Conwy, Galles: 4a e bronzo a squadre Italia nel 2013

In Italia ha vinto di tutto e di più!

Leggi anche l’intervista a Lisa nel Magazine SPIRITO TRAIL.

SIMONE WEGHER (classe 1978) è trentino, vive sull’Altopiano della Vigolana (TN) e di professione fa l’infermiere. La sua spiccata sensibilità per i temi sociali ed etici lo porta a essere presidente dell’Associazione culturale “L’Ortazzo” – costituitasi da qualche anno anche come Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.) – e promuovere “I LunAdì dell’Ortazzo”, ciclo di incontri primaverili per la divulgazione e conoscenza della cultura contadina, dell’agricoltura biologica e conservativa e più in generale delle proposte di economia sostenibile. Tutto ciò in una città come Trento dove si svolge ormai da molti anni l’apprezzatissima fiera “Fa’ la cosa giusta!” per il consumo critico e gli stili di vita sostenibili.

È iscritto alla società Atletica Clarina Trentino ed è allenato da Eros Grazioli (Eros Grazioli Sports Academy), conosciuto quasi per caso a fine 2008, anno in cui ha iniziato la vera e propria attività agonistica – che in quel periodo era la corsa su strada – “per puro benessere e per far fronte a un problema fisico”. Con Grazioli allenatore le cose cambiano in modo importante grazie ad una metodologia corretta e ad un progetto strutturato, tanto da ottenere il 4° posto ai Campionati italiani di Maratona a Carpi nel 2012 e nel 2013 il suo PB (personal best, ndr) alla Maratonina dei Dogi sulla Riviera del Brenta e il suo PB alla Maratona del Santo di Padova oltre a numerosi piazzamenti e qualche vittoria.

Nel 2014 è costretto a ritirarsi alla Maratona di Milano a causa di un problema fisico che si protrae fino ai primi mesi del 2015. L’idea di passare dalla strada alla montagna avviene al rientro dall’infortunio e la scelta si rivela azzeccata.

Già nel 2015 è primo classificato in numerosi Ultra Trail italiani (Trail sulle tracce del lupo CH, Maddalene Mountain Race BZ, Ciaminada Nonesa in Val di Non e Trail Re del Bosco a Rovereto TN ecc.) mentre l’exploit avviene nel 2016 con moltissime vittorie, in particolare è primo classificato alla ULTRABERICUS a Vicenza, Soldamare Trail a Molvena VI, Duerocche a Cornuda TV, Antico Trail del Contrabbandiere a Bassano TV, Ecomaratona del Ventasso a Busana RE, Trail delle Orchidee ad Ampezzo UD, solo per citarne alcune.

Il 2017 si è già aperto con un altro primo posto al Trail della lepre bianca (TN): si sa, chi ben comincia…!

Leggi anche l’intervista a Simone nel Magazine SPIRITO TRAIL.

 

Lisa e Simone,  le competizioni a cui partecipate sono veramente impegnative, sia fisicamente che mentalmente. Cosa spinge un atleta ad affrontare delle sfide simili e quali sono le motivazioni che bisogna avere?

L: Sicuramente l’amore per la montagna e la passione per lo sport sono elementi necessari per aver voglia di trascorrere molte ore di ”gara” sui sentieri, affrontando ciò che di volta in volta la natura e il meteo propongono. Poi c’è anche la curiosità e la volontà di provare esperienze nuove e di vedere fino a dove si può metter alla prova il corpo e la mente.

S: Ciò che mi spinge ad affrontare sfide così impegnative è la voglia di ricerca e scoperta di me stesso. È con la ricerca del proprio limite che si riesce a scoprire quanto il corpo e la mente riescano ad adattarsi, a trasformarsi e a resistere. Le motivazioni possono essere le più varie e cambiano da persona a persona, ma devono essere motivazioni forti poiché richiedono un grande impegno quotidiano per l’allenamento, una cura dell’alimentazione, del riposo e tutto questo deve essere integrato con gli impegni familiari e lavorativi.

Cosa si prova a ritrovarsi da soli, in alta montagna, magari di notte, a tanti chilometri dal traguardo?

L: Quando mi ritrovo da sola per molto tempo, magari di notte, cerco di rimanere serena perché solo così posso apprezzare il fatto che sto vivendo un’esperienza singolare e che posso sentire dentro di me la potenza della solitudine e dell’intimo rapporto con la natura. Una ”potenza” che può esprimersi mostrando tutta la sua bellezza come quando c’è la luna piena e puoi andare senza accendere la pila frontale… o tutta la sua severità quando ti trovi nel buio magari nel mezzo di una bufera di neve. Nei due casi si provano sensazioni diverse: di serenità e contemplazione se tutto sta filando per il verso giusto; di attenzione e di scoperta di nuovi aspetti della montagna quando invece ci si trova in condizioni più difficili.

S: La solitudine è un aspetto che va allenato per questo corro sempre senza musica e raramente in compagnia. La notte, soprattutto su percorsi offroad, amplifica e fa risaltare rumori e  sensazioni che di giorno non si colgono. Io non ho ancora corso gare così lunghe da dover rimanere in giro di corsa nel profondo della notte.

Avete mai fatto qualche incontro particolare durante una gara, per esempio con qualche animale selvatico?

L: Spesso incontro gli stambecchi in alta quota e sono senza dubbio l’incontro più bello! Poi capita frequentemente di trovare mucche al pascolo, cavalli, caprioli, pecore, capre e… anche cinghiali quando corro sui miei Colli Euganei. Raramente ho potuto ammirare anche il volo elegante di aquile reali o vedere gli occhi grandi e luminosi di gufi e civette. Ma l’incontro che più mi è rimasto impresso è stato quello con i simpatici macachi che popolano allegramente le colline appena fuori Hong Kong!

S: In gara no, se non qualche ungulato o qualche uccello, mentre in allenamento una domenica pomeriggio ho incontrato l’orso bruno sulle pendici della Paganella. È stata un’emozione unica.

Avete mai dovuto affrontare situazioni difficili e pericolose in gara, magari per problemi fisici o atmosferici?

L: Fortunatamente non ho mai dovuto affrontare situazioni pericolose in gara. Solamente l’anno scorso durante il Tor des Géants ho patito un gran freddo durante una bufera di neve, di notte. In quella situazione mi sono trovata ”al limite” ma avevo degli indumenti caldi nello zaino e sono riuscita ad arrivare a un rifugio dove ho trovato riparo. 

S: In questo primo anno nel mondo del trail le situazioni difficili sono state molte dettate dall’inesperienza. Crisi energetiche, qualche errata valutazione della difficoltà del percorso e poco tempo fa, al Trail del Gevero un’ipotermia che ha cambiato le sorti della gara. 

L’allenamento è molto importante per ottenere i vostri risultati, certamente sta alla base di tutto. Come si svolge? Correte sempre all’aperto o lavorate anche in palestra? Vi allenate anche mentalmente?

L: L’allenamento occupa una bella fetta del mio tempo. Alterno uscite sui sentieri con diverso dislivello e lunghezza a corse su strada ad allenamenti nella pista di atletica. Effettuo anche sedute di potenziamento in palestra soprattutto per rinforzare la muscolatura e prevenire gli infortuni. Non faccio allenamenti mentali specifici ma cerco, sia in gara che in allenamento, di applicare alcuni metodi che mi sono stati insegnati per superare le crisi.

S: L’allenamento è fondamentale per ottenere un risultato e non è sufficiente mettersi a correre per raggiungere l’obiettivo. Io sono seguito da un allenatore che sulla base del programma gare costruisce dei cicli composti da allenamenti quotidiani mirati a sviluppare le diverse capacità (la forza, la resistenza, la velocità, la corsa in salita e in discesa, la propriocettività [capacità di percezione dei singoli distretti corporei praticata specialmente negli sport che richiedono particolare concentrazione, ndr ], la resistenza mentale, il potenziamento delle articolazioni…). Per questo corro su sterrato, asfalto, in pista, su percorsi  tecnici e faccio delle sedute in palestra per il potenziamento e nel soggiorno di casa per lo stretching e curo l’allenamento mentale con letture specifiche che cerco di mettere in pratica correndo.

Come vivete il giorno prima della gara?

L: Il giorno prima della gara cerco di mangiare sano, dormire parecchio ed evitare di sperimentare cose nuove sia a livello di cibo sia a livello di abitudini. Di solito faccio una corsetta di una quarantina di minuti per far girare un po’ le gambe senza affaticarmi.

S: Io sono sempre piuttosto rilassato, non soffro di ansia da prestazione, dormo tranquillo, cosciente che quello che dovevo fare l’ho fatto. Rivedo la strategia di gara studiata i giorni precedenti a tavolino, ripasso gli ultimi dettagli e chiedo a chi è della zona dettagli sul percorso (tipo di fondo, tipo di salite e dati tecnici e previsioni meteo).

Come utilizzate i nostri prodotti? In che modo vi aiutano?

L: Uso i prodotti all’Arnica montana quotidianamente, spalmando la crema sui punti più affaticati o utilizzando l’olio da massaggio per sciogliere le fastidiose piccole contratture che inevitabilmente si formano. Trovo sollievo nell’usare questi prodotti naturali che mi rimettono a nuovo…pronta per una nuova sgambettata!

S: I prodotti Armo li utilizzo sia in fase di preparazione alla gara – e quindi dopo l’allenamento – sia come recupero post gara nell’immediato, dopo la doccia. In questo caso uso l’olio e mi autopratico un massaggio defaticante. In caso di contusioni o cadute utilizzo la crema. Ottima in caso di punture di insetti e tafani, sempre presenti tra i prati e i boschi la crema baby. Il prodotto è diventato a tutti gli effetti parte integrante nella preparazione e nel recupero. La qualità del prodotto è al TOP.

SPECIAL THANKS TO

Matteo Grassi, che presentiamo con le sue stesse parole:

Nella vita sono un po’ architetto, un po’ paesaggista, un po’ disegnatore. Sono un trailer della prim’ ora, quando ancora si diceva “mi piace correre sui sentieri”, ma allora avevo 15 anni! Oggi sono padre, e ho passato gli anta. Sono anche uno degli “inventori” di Spirito Trail, di cui continuo a occuparmi come redattore e come presidente dell’ASD.
Le rare volte che penso a me stesso vedo una persona non esperta di nulla, che però ogni tanto qualche buona idea ce l’ha: come i Trail Autogestiti, la campagna “io non getto i miei rifiuti” e da ultimo, ma non ultimo i miniTrail. E in ambito sportivo… anche se non sono mai stato né sarò mai un campione, sono riuscito a prendermi qualche piccola o grande soddisfazione, come per esempio il Tor des Géants” (da www.spiritotrail.it ).