Chi siamo

Una storia di agricoltori pionieri

ARMO è un acronimo. Significa ARnica MOntana. 1191 è la quota dove coltiviamo l’Arnica. Ci troviamo nella sottile striscia di prati ai bordi dell’altopiano di Piancavallo. Sotto ARMO 1191 si stende la pianura veneto-friulana e, se il cielo è terso, si distingue l’azzurro profondo dell’Adriatico e quello più tenue delle lagune litoranee. Poco più sopra cominciano i boschi di faggio abitati da cervi, camosci e caprioli.

ARMO 1191 è un insediamento di agricoltori pionieri. Alcuni anni fa abbiamo risalito la muraglia delle Prealpi Friulane alla ricerca di un terreno adatto alla coltivazione dell’arnica montana. Nessuno, prima di noi, aveva coltivato i suoli calcarei di Piancavallo, dove per secoli s’è praticato esclusivamente l’alpeggio e il taglio del legname. La coltura stessa dell’Arnica montana è un’attività poco più che sperimentale e con molti interrogativi ancora aperti.Arnica Montana Piancavallo armo1191 vigneti

ARMO 1191 è una famiglia, la famiglia Conzato. Negli anni Cinquanta nostro nonno si è insediato con i suoi figli tra le brughiere asciutte dell’alta pianura pordenonese con l’obiettivo di trasformare una landa desolata in un vigneto. Ci sono riusciti. ARMO 1191 è il sogno di una nuova generazione consapevole che la più preziosa delle eredità è sapere sognare e avere il coraggio di scommettere sulle proprie idee.

 

La nostra filosofia

ARMO 1191 è un impegno con voi e con l’ambiente montano. Impieghiamo nei nostri prodotti tutta l’Arnica necessaria perché possiate beneficiare dei suoi principi attivi. Noi non impieghiamo surrogati più economici, concentrazioni blande o scorciatoie sintetiche e non promettiamo panacee.

La maggior parte dell’Arnica montana utilizzata nei formulati cosmetici in commercio proviene da raccolta spontanea. Tale pratica, nonostante le limitazioni imposte dalla direttiva habitat 92/43/CEE e dalla legislazione dei singoli stati, sta minacciando purtroppo l’estinzione della specie.

Usare un prodotto a base di Arnica montana coltivata dall’uomo e non strappata ai prati è dunque, prima di tutto, una scelta di rispetto dell’ambiente naturale.